Intervento vene varicose: tutto quello che c'è da sapere

L'intervento alle vene varicose è un'operazione medica atta a risolvere il problema delle vene varicose, dette anche varici. Vediamo nel dettaglio cosa sono esattamente le vene varicose, perché è opportuno intervenire, in cosa consta l'intervento vene varicose e cosa comporta.

Indice

Vene varicose: cosa sono
Cause e sintomi delle vene varicose
Epidemiologia delle vene varicose
Diagnosi ai fini dell'intervento vene varicose
Intervento vene varicose, come si fa
Come prepararsi a un intervento vene varicose
Cosa fare dopo l'intervento vene varicose: il postoperatorio

Vene varicose: cosa sono

Le vene varicose rappresentano una condizione medica caratterizzata da vene dilatate e tortuose, spesso di colore bluastro o violaceo, che interessano il sistema venoso superficiale delle gambe. Questo sistema, costituito dalla grande e piccola safena e dai loro vasi affluenti, ha la funzione di raccogliere il sangue periferico e indirizzarne il flusso dal basso verso il cuore. Le vene varicose, spesso sottovalutate, oltre a compromettere l'aspetto estetico delle gambe possono provocare sintomi come dolore, gonfiore, senso di pesantezza e prurito, nonché avere complicazioni, tra cui la più frequente è la tromboflebite o varicoflebite. È per questo che l'intervento vene varicose è consigliato al presentarsi di queste condizioni. 


Cause e sintomi delle vene varicose

Le vene varicose, seppur frequenti, non sono solo un inestetismo: si tratta di vere e proprie dilatazioni venose permanenti causate da un malfunzionamento del sistema circolatorio.

Le cause possono essere diverse, dando origine a due tipologie principali: varici primarie e varici secondarie.

Varici primarie, dovute a:

  • Ereditarietà: una predisposizione genetica può rendere le pareti venose più fragili, favorendo la comparsa di varici.
  • Sesso: le donne sono più colpite degli uomini a causa di fattori ormonali (alti livelli di estrogeni) e di gravidanze.
  • Età: con l'invecchiamento le vene tendono a deteriorarsi e le valvole a perdere efficienza.
  • Altri fattori: stare in piedi per lunghi periodi, l'obesità e la stitichezza possono aumentare il rischio di varici.

Varici secondarie, causate da:

  • Trombosi venosa profonda: l'occlusione di una vena profonda può danneggiare il sistema circolatorio e causare la comparsa di varici.

Tra i sintomi delle vene varicose si possono annoverare:

  • Pesantezza alle gambe: sensazione di stanchezza e affaticamento agli arti inferiori, soprattutto dopo aver trascorso molto tempo in piedi.
  • Crampi notturni: contrazioni muscolari involontarie che possono disturbare il sonno.
  • Bruciore e prurito: sensazione di calore e fastidio alle gambe, accompagnata da prurito, soprattutto alle caviglie.
  • Gonfiore: ristagno di sangue negli arti inferiori, che causa tumefazione e senso di pesantezza.
  • Pigmentazione cutanea: aree di pelle scura, soprattutto intorno alle caviglie, causate dal deposito di emosiderina.

Epidemiologia delle vene varicose

In generale, l'insorgere di vene varicose intese come la degenerazione dei sistemi della safena e sue collaterali ha una frequenza del 15-30% nella popolazione, che sale al 35% qualora si consideri anche modeste varicosità a carattere puramente estetico.

Vi è una netta differenza fra i paesi per quanto riguarda la diffusione della malattia: il disturbo è molto più frequente in Europa e molto meno in Africa o Asia, dove la prevalenza è fino a 10 volte inferiore. 

 

 

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Diagnosi ai fini dell'intervento vene varicose

Per effettuare un intervento varici è necessario che la condizione di vene varicose sia diagnosticata e confermata

Le vene varicose possono essere diagnosticate attraverso una combinazione di esame fisico, valutazione dei sintomi e, talvolta, esami di imaging (diagnostica per immagini). Ecco un approfondimento su come viene solitamente diagnosticata questa condizione ai fini di un intervento vene varicose:

  1. Esame fisico: il medico specialista inizierà con un esame fisico completo, concentrando l'attenzione sulle gambe alla ricerca di segni evidenti di vene varicose, ovvero vene dilatate, tortuose, di colore bluastro o violaceo. Possono essere inoltre eseguite manovre come il sollevamento della gamba (test di Trendelenburg) per valutare il reflusso venoso.
  2. Anamnesi: il medico esaminerà la storia clinica del paziente, ponendo domande riguardanti i sintomi, la storia familiare di vene varicose, la presenza di condizioni mediche o fattori di rischio che potrebbero influenzare la circolazione sanguigna.
  3. Esami di imaging: in alcuni casi, possono essere raccomandati esami di imaging per confermare la diagnosi e valutare la gravità delle vene varicose, tra cui:
    • Ecocolor Doppler: esame ecografico che utilizza ultrasuoni per valutare il flusso sanguigno nelle vene. Può aiutare a identificare le vene varicose e a determinare la presenza di reflusso venoso, ossia il ritorno del sangue nelle vene anziché fluire in direzione corretta verso il cuore.
    • Venografia: esame che prevede l'iniezione di un liquido di contrasto nelle vene delle gambe, seguito dall'esecuzione di una serie di raggi X. La venografia può fornire immagini dettagliate delle vene e rilevare eventuali anomalie.

Una volta che la diagnosi di vene varicose è stata confermata, il medico può discutere con il paziente le opzioni di trattamento più appropriate in base alla gravità e ai sintomi associati e suggerire quindi un intervento vene varicose. 

Intervento vene varicose, come si fa

In genere, l'obiettivo dell’intervento prevede la rimozione vene varicose attraverso l’eliminazione della vena safena malata e non più funzionante.
L’intervento tradizionale, definito safenectomia o stripping della safena, consiste nell’asportazione, totale o parziale, della vena grande safena, o della piccola safena, unitamente ai suoi collaterali varicosi.

È tuttavia possibile trattare l'insufficienza venosa senza l'eliminazione vene varicose, ma adottando procedure conservative alternative allo stripping della safena, molto meno invasive rispetto a una chirurgia vene varicose. 

Nel dettaglio, ecco in cosa constano le differenti procedure.

Tecnica della safenectomia o stripping della safena

Questo intervento consiste in un'incisione di circa 2-3 cm effettuata all’inguine e una più piccola, di circa 1 cm, effettuata al malleolo (caviglia). La vena viene così isolata ai due capi e incannulata con una sonda apposita, che al termine “sfila” via la vena (stripping). Le vene varicose dell’arto che dipendono dai rami collaterali della safena vengono poi singolarmente asportate mediante altre piccole incisioni (di 2 mm circa). Al termine si pratica una fasciatura elastica, che va mantenuta per una decina di giorni.

Intervento vene varicose conservativo

La tecnica conservativa di intervento vene varicose tratta l'insufficienza venosa tramite una serie di legature mirate effettuate con l’aiuto di mappe disegnate all’ecocolordoppler: tali legature consentono di ridirigere il sangue verso quelle vene che permettono il deflusso verso il circolo venoso profondo, riducendo la pressione venosa.

In questo modo le vene dilatate riducono progressivamente il diametro, ristabilendo un sistema di drenaggio efficiente. Così facendo viene risolta la problematica evitando l'eliminazione dell'intera safena (stripping) con un intervento minimamente invasivo, effettuato in anestesia locale con o senza sedazione, che consente di riprendere le normali abitudini di vita il giorno stesso. 


Come prepararsi a un intervento vene varicose

Come prima cosa, il trattamento per le vene varicose deve essere discusso con il medico specialista al fine di verificare l'idoneità del paziente al trattamento stesso. Il medico, se lo ritiene opportuno, fornirà indicazioni al paziente su eventuali comportamenti da adottare prima della procedura.

Tra questi consigli pre intervento vene varicose potrebbero esserci:

  • Sospendere l'assunzione di determinati farmaci o integratori che possano entrare in conflitto con il trattamento da effettuare o avere effetti collaterali
  • Eseguire esami pre operatori
  • Seguire un digniuno preparatorio prima dell'intervento

Qualora venga effettuato un intervento di safenectomia o stripping della safena, è consigliabile accordarsi con il medico sull'opportunità di un ricovero post intervento; diversamente, per un trattamento conservativo si può organizzare l'immediato ritorno a casa per via della minima invasività della procedura. 


Cosa fare dopo l'intervento vene varicose: il postoperatorio

A seguito di un intervento vene varicose, che sia una safenectomia o una procedura conservativa alternativa, è auspicabile attenersi ad alcune buone pratiche per il miglior decorso.

In particolare, è importante:

  • Seguire le istruzioni del medico in merito a riposo, alimentazione, igiene e assunzione di farmaci
  • Indossare calze a compressione graduata per aiutare a ridurre il gonfiore e scongiurare la formazione di coaguli sanguigni
  • Nei primi giorni, tenere la gamba elevata il più spesso possibile per diminuire il gonfiore
  • Evitare sforzi eccessivi
  • Controllare l'eventuale ferita regolarmente onde identificare tempestivamente segni di infezione
  • Effettuare visite di controllo periodiche
  • Una volta completata la ripresa, camminare regolarmente per migliorare la circolazione sanguigna

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